A PROPOSITO DI ACQUA

A PROPOSITO DI ACQUA
Bene.
Non credevo di suscitare tanto interesse.
Non ho fatto in tempo a mettere il post sull’acqua vichy, che la NASA rilascia la notizia del ritrovamento dell’acqua sulla Luna.
Cavolo !!!

Io che sono un amante di tutto ciò che è tecnologico apprendo questa notizia con la faccia identica a quella della mucca che guarda il treno.
Una notizia che sconvolge!!!
Si…? Davvero…?
Abbiamo l’acqua in forma ghiacciata in proporzioni decisamente maggiori da quelle che ormai già da un po’ si supponeva.
Figata !!
Mi spiace.
Mi spiace non essere gioioso.
Mi spiace non condividere tale entusiasmo.
Mi spiace fare sarcasmo… davvero !!!
Siamo in un mondo che sa scoprire l’acqua sulla Luna… ma non la sa portare a milioni di uomini che muoiono di sete.
Si pensava che la conoscenza dello spazio avrebbe risolto i problemi sulla terra.
Era il 1968 !!
Ieri la Dottoressa Hack ha detto che il 90% della materia di cui è composto lo spazio ci è ancora sconosciuta.
Oggi, credo che ben più del 90% dei problemi del nostro pianeta… sia causa nostra.
Facili discorsi. Discorsi da bar.
Sono confuso.
Da una parte trovo stupefacente che l’uomo sia così grande.
Dall’altra non posso non constatare quanto siamo piccoli.
Piccoli nell’immedesimarci immeritatamente nella gioia e nella grandezza di coloro che tali scoperte le fanno con sacrifici enormi (ma per scelta,) ed ancor più piccoli nel non saperci immedesimare nella sete e nella totale povertà di coloro che di tali scoperte davvero non sanno che farsene e che giorno dopo giorno “annegano” in sacrifici per noi impensabili e che non hanno scelto.
Vanno benissimo le sonde su Marte, le esplosioni sulla Luna, l’acqua ghiacciata al suo interno …
…ma, con un decimo di quei soldi, portiamo un po’ d’acqua dove non ne hanno per bere.

Anche se scopriremo gli alieni, senza aver trovato i nostri simili… non saremo mai nulla
O almeno… io la penso così.
(…) Ne avrebbero trovati 100 litri, al modico costo di decine di milioni di dollari. E non ci sono andati col bisturi: hanno dovuto far esplodere un razzo ed aprire un cratere. Un putiferio che non può non lasciare un sottile sentimento di sconforto su chiunque riponga qualche fiducia sulle prospettive della ricerca spaziale.
Criticare standosene seduti a una scrivania può essere facile; però, benedetto Iddio, è anche vero che il principale responsabile della missione – tale Colaprete – ha così magnificato i risultati ottenuti: «quell’acqua può essere bevuta», ha dichiarato. E, come se non bastasse, ha anche tenuto a precisare: «purché la si possa purificare». Chi dovrebbe berla e perché è una domanda che, a tutta evidenza, non lo ha neanche sfiorato. In ogni caso, ha concluso: «più ricerca è necessaria per determinarne il sapore». Insomma, a sentir Colaprete, è necessario tornare sulla Luna, se vogliamo assaggiare quell’acqua. Contare il denaro seminato sarà un po’ volgare, ma se gli Usa vogliono tornare sulla Luna entro 10 anni dovranno dare alla Nasa 3 miliardi di dollari l’anno solo per questo progetto: mai bicchiere d’acqua sarà stato più costoso. (fonte “IL GIORNALE”)
Alla prossima
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STOP WATER IN PVC

STOP WATER IN PVC
Sono solito ad ascoltare chiunque, verificare, informarmi e poi agire di conseguenza.
Dopo una gustosissima e piacevolissima oltre che economicissima cena con alcuni cari amici, una volta colmi più che sazi, a casa, di fronte ai pusacafé (spingi caffé in dialetto piemontese, indica una qualunque cosa a base di alcol da consumarsi dopo il caffé) i discorsi (probabilmente per una sete devastante dovuta alle ricche cibarie) si sono indirizzati verso l’acqua. Naturale, frizzante, in plastica, depuratori, caraffe o meno.

Dall’immagine si può già capire dove vado a parare.
Da oggi io non compro più acqua in plastica e, non volendo fare a meno del sottile pizzicorio dell’acqua gasata oltrechè del piacevole desiderio di rutto leonino che ne deriva dopo l’averla bevuta, andrò alla ricerca di quelle che una volta si chiamavano acque vichy.
Ho fatto le dovute ricerche e ho deciso. (allego sotto alcuni degli articoli)
Ringrazio Alessandro (e il suo urologo) che mi ha messo la pulce nell’orecchio.
4 motivi validi.
Minor peso da portare casa.
Minore plastica da disperdere nell’ambiente.
Migliore qualità dell’acqua.
Minore spesa.
Se qualcuno ha alternative migliori al prodotto commerciale sopra riportato verrà ringraziato.
Alla prossima
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MARCO PAOLINI E… LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE

MARCO PAOLINI, E… LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE
Come mi ero promesso, ieri sera ho visto Marco Paolini.
Forse non è stato il miglior Spettacolo che ho visto di questo poco considerato ma eccellente attore, ma sicuramente era da tempo che non sentivo e non vedevo tanta intelligenza.
Non che ci voglia molto, uno potrebbe facilmente dire… ma no, non è questo.
È stata, per me, una serata paragonabile a quella che si passa con gli amici di cui si condividono pensieri, idee e sensibilità.
Una serata Umana.
Distante dalle solite perversioni commercial/spettacolari in cui si vende il culo, la faccia ed il cervello al miglior offerente… e non c’è altro.
Ben distante dai lifting, dalle tinte, dalle labbra a canotto.
Una serata ricolma di vita vera, di varia umanità, di disperazione e di gioia e di speranza.
“Il realismo è quello del mercato” Ha obbiettato ad un certo punto…
IL REALISMO È QUELLO DEL MERCATO
Forse non uno spettacolo semplice.
Ha concluso con una perla del Signor G (Giorgio Gaber)
Mi fa piacere riascoltarla, rileggerla, farvela riascoltare e farvela rileggere.
La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Grazie Marco… e grazie Giorgio. A presto.
Alla prossima
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VI RIDÒ UN COMANDAMENTO NUOVO

VI RIDÒ UN COMANDAMENTO NUOVO
Credo che non ci siano altre parole…
Si perdono sempre buone occasioni per andare al cinema, fare una passeggiata, portare a pisciare il cane…
Ne approfitto per porgere le mie personali scuse (per quanto può valere) a tutta la comunità musulmana in quanto, diversamente da quello che dice la sempre elegante Signora Santanché, per la mia cultura Maometto non era un pedofilo. Nella mia cultura Maometto è un profeta che, pur non avendo per me alcun valore religioso, non è discutibile nel suo significato storico e culturale.
Sono fiero di non condividere la stessa cultura della sempre elegante Signora Santanché.
Alla prossima
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VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO

VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO
Non nascondo di sentirmi un po’ a disagio nell’affrontare questo post.
Si rischia, toccando certi discorsi, di ferire persone oneste coerenti e sensibili.
Io sono, in linea di principio, contario all’esposizione di qualunque simbolo religioso in qualunque luogo pubblico, come sono altrettanto convinto che ognuno deve poter fare ciò che vuole (in materia di fedi, di ideologie e di abitudini) in casa propria.
Assolutamente rispettoso delle leggi italiane (anche quelle che non condivido) mi chiedo cosa si aspetti a rendere effetivo ciò che è, per definizione la vera identità dello Stato Italia.
L’Italia è uno Stato Laico.
L’Italia non ha un’altra identità più forte di questa come, per puro populismo, ogni tanto fingono di spiegare.
L’Italia ha certamente una storia importante che è fatta di Papi, di Chiese, di Cristianità.
Ma non è uno stato cristiano né tantomeno cattolico.
E’ uno stato laico, e non è un’opinione mia.
Perlaltro nessuno intende vietare a nessuno il libero diritto di professare la propria religione, di portarsi il crocifisso addosso, i santini in tasca e il rosario a tracollo.
La Corte Europea (di cui abbiamo a tutti costi voluto far parte) sta semplicemente ammonendo uno Stato (che si dice Laico) a smetterla di indicare una qualche preferenza ad una qualche religione; sì, perchè, non essendo il maestro, né il bidello né i genitori né gli alunni ad attaccare il crocifisso al muro (ma lo Stato) questo è ciò che ne viene fuori.
Tranquilli!!! Non è uno stato ateo, infatti non proibisce nulla; è Laico, e quindi non preferisce (o non dovrebbe preferire) alcuna religione in particolare.
Certo, la storia d’Italia è rigonfia di cristianesmo (più che altro cattolicesimo), nessuno nega il contrario; ma la storia d’Italia è anche rigonfia di lotte per l’indipendenza, di guerre mondiali, di fascismo, di comunismo.
E i simboli storici di tali avvenimenti avrebbero ben più diritto di essere appesi ai muri di un’aula scolastica di uno stato che SI DEFINISCE laico.
Sarebbe sconveniente, con la storia che abbiamo non basterebbero tutti i 4 muri più il soffitto…
Credo che la Croce abbia un significato (non simbolico) profondo, per coloro che ci credono e per coloro che pur non credendoci, credono nel rispetto dell’idea altrui.

Io, se fossi un credente, non sminuirei tale significato.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 13, 34).
Credo che ci siano mille e mille e mille modi decisamente più evidenti per dimostrare con forza di credere, di volere credere e di saper credere a quell’uomo che fu crocifisso… che lo si veda o non lo si veda invece (perdonatemi) nuovamente ed inutilmente crocifisso ad un muro…
… e le persone oneste, coerenti e sensibili, lo sanno bene.
Alla prossima
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MISERABILI

MISERABILI
I soldi serve.
Si… Ma devi sapere prima quanti te ne serve; se no è fatica infinita, e questo è un disturbo.
Che si vede nei poveri come nei ricchi.
Nei ricchi se vede di più…
Fissa una cifra. Tiente largo, ma fissa una cifra. Dopo fermate, se no anche se sei un miliardario… sei un miserabile.
Sono decisamente invidioso di coloro che con 2 frasi riescono ad esprimere concetti complessi.
Spesso insieme al concetto regalano anche emozioni.
E l’insieme diventa spettacolo.
Queste poche parole sono il “coming soon” di “MISERABILI” di Marco Paolini trasmesso da LA7.
Mi dimentico spesso che Marco Paolini esiste.
E ogni volta che qualcosa me lo ricorda, mi pento di essermene dimenticato.
Difficilmente non sono rimasto piacevolmente sorpreso da ogni suo spettacolo.
È vero, sacrosantamente vero, che i soldi ci servono, nel senso che ci dovrebbero SERVIRE.
Dovrebbero essere i nostri servi.
Poi ci lasciamo rapire dal meccanismo contorto dell’accumulare e dello spendere e non passa troppo tempo dal diventare noi stessi servi del denaro e non più viceversa.
Tutto ha un limite, noi abbiamo un limite, se non lo hanno i nostri sogni, stiamo sbagliando.
Pensa in grande, non significa, pensa infinito.
Si è arrabbiati, stressati, cattivi, diffidenti, intolleranti.
Miserabili.
Guarderò Marco Paolini e rimarrò piacevolmente sorpreso. Poi lo scorderò per un po’…
Alla prossima
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L’INDOVINO

L’INDOVINO
Roberto Zaccaria, oggi deputato del Partito Democratico domanda:
“La mia domanda è questa: in un programma registrato, un soggetto normale non può intervenire (…) il Presidente del Consiglio dispone per i suoi interventi, che diventano sempre più frequenti, di un sistema di bassa frequenza, di cui naturalmente nessun altro cittadino della Repubblica italiana, al di fuori di quelli che lavorano in RAI, può disporre? (chi lavora e i produttori possono disporre della bassa frequenza, che una volta si utilizzava per vedere le partite di calcio)“.
(…) se la Presidenza del Consiglio o il Presidente del Consiglio avesse, nella sua residenza ufficiale o nelle sue residenze private, un sistema di bassa frequenza, questo vorrebbe dire che il Governo dispone di meccanismi di controllo non solo delle trasmissioni in cui il Presidente interviene, ma potenzialmente di tutte le altre trasmissioni che siano registrate“.
Il sottosegratario Romani risponde:
“Sulla base delle informazioni acquisite presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e presso la RAI, rilevando comunque che questa questione non rientra nella specifica competenza del Governo, risulta inequivocabilmente che il Presidente del Consiglio, onorevole Silvio Berlusconi, non abbia avuto modo di vedere in bassa frequenza e in diretta la puntata della trasmissione Porta a Porta il 7 ottobre 2009, registrata alle ore 20,45 circa e trasmessa in differita in seconda serata, e che non sia intercorso alcun accordo preventivo tra la redazione del programma e l’onorevole Berlusconi per concordare una sua telefonata nel corso della trasmissione“.
Kikkokonti si chiede: “Come ha fatto il nostro Presidente del consiglio ad intervenire nell’esatto momento in cui è intervenuto?”
Lascio a voi. Io sono stufo.
Alla prossima
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ITALIA DALL’ESTERO

ITALIA DALL’ESTERO
Una volta dicevano, di coloro che sapevano tante cose, che erano uomini di mondo.
Era una bella definizione.
La maggior parte delle persone non si spostava dal proprio orto e quindi, come diceva Totò, già fare il militare a Cuneo dava un’importanza diversa a parole e ad esperienze.
Quando si tornava a casa tutti chiedevano di cose mai viste ed i racconti diventavano frutto di immaginazione e di fantasie eccezionali.
Bei tempi.

Da un po’ di tempo, annoiato dal mio orto, sto navigando verso paesi lontani. (un po’ più in là di Cuneo)
È un viaggio quasi privo di emozioni. Basta una sedia, un pc ed un collegamento in rete.
Non c’è nulla di romantico, ahimè, ma quantomeno, tornati “a casa” si può avere un’idea più ampia.
Inoltre non lo faccio per conoscere notizie DI luoghi sconosciuti, ma per conoscere notizie DA luoghi sconosciuti.
In pratica “vado all’estero” per sapere cosa ne pensano dell’Italia.
Non mi scandalizzo, come alcuni dicono.
Non mi vergogno, come dicono altri.
Non credo che ci sia un complotto contro l’Italia.
Non credo che il mondo stia complottando contro qualcuno in particolare in Italia.
Credo che il mondo stia guardando l’Italia “dal di fuori”, con più freddezza e minor coinvolgimento.
Spesso dall’estero mi chiedo: “Ma queste notizie da noi, a noi, le danno?”
Consiglio, a tutti coloro che amano avere un’idea più ampia, questo sito: italiadallestero.info/
Buona lettura.
Alla prossima
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KARMIC KOALA CONTRO TUTTI

KARMIC KOALA CONTRO TUTTI
Perdonate ma…
… anche oggi mi sono lasciato rapire come un bimbo a Natale davanti al nuovo giocattolo (il problema è che le pile non si esauriscono)
Una curiosità. Iniziano le gare tra i nuovi Sistemi Operativi e “IL MIO” li batte tutti (almeno all’avvio).
La dimostrazione nel video.
Ciao.
Alla prossima
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UBUNTU 9.10 KARMIC KOALA

UBUNTU 9.10 KARMIC KOALA
Oggi il tempo libero l’ho passato nell’installazione e minima conoscenza della nuova versione di UBUNTU.
La 9.10 Karmic Koala.
Il Sistema Operativo di Linux COMPLETAMENTE GRATUITO e “tecnicamente” alla portata di tutti.
Dal mio punto di vista non una valida alternativa a WINDOWS7 , VISTA, o XP, ma molto di più.
Parlo da utente medio e non da professionista del settore, ciò che offre in termini di velocità, stabilità è almeno alla pari delle varie versioni della Microsoft. A livello di assistenza non ha eguali ed è, sempre secondo il mio punto di vista, imbarazzante nel numero di programmi di ogni sorta per tutti i gusti che con un click si possono installare.(Non penso di dire una fesseria se mal contati, oggi ne ho visti qualche centinaio.)
TUTTI GRATIS, OVVIAMENTE. TUTTO LEGALE, OVIAMENTE
Per intenderci c’è molto molto molto di più di ciò che un utente medio ha bisogno. Ed ovviamente tutto è compatibile con i sistemi MICROSOFT dei vari amici e parenti. (Nessun problema di scambio, per intenderci)
Abbiamo sempre parecchia diffidenza per le cose gratuite, ma in questo caso (come in altri, sicuramente) mi sentirei in colpa a non consigliarlo ad amici parenti e conoscenti.
Per quello che so, se per caso vorrete pasare ad UBUNTU, io sono qua.
Ciao
Alla prossima
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